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Papà Separati Asti - Notizie & Articoli

Padri separati, i nuovi poveri

Si separano, perdono il lavoro, devono trovarsi una nuova casa, pagano il vecchio mutuo e un nuovo affitto e spesso non possono vedere i figli. Qualcuno finisce male. La fotografia dei padri separati è impietosa: pochissime luci, molte ombre sinistre.
Fra i tanti senzatetto che dormono per strada o nei ricoveri delle grandi città, ci sono i coniugi separati, quelli costretti a pagare altissimi alimenti alla propria famiglia per il mantenimento dei figli e che di conseguenza non arrivano alla fine del mese. 4milioni di papà separati in Italia; 800mila vivono sotto la soglia della povertà. Si calcola che a Roma siano 5 mila. 1200 quelli che a Milano vivono in stato di indigenza.


I divorzi aumentano ogni anno in maniera esponenziale. E nella maggior parte dei casi, a farne le spese sono proprio i papà. Un capofamiglia che guadagna fino a mille e 500 euro al mese, stretto tra le spese di mantenimento dei figli e quelle legali, si ritrova spesso a dover vivere con meno di 400 euro. Quando, dunque, non può contare sui genitori che lo riprendono in casa, finisce per fare la fila davanti alle comunità di religiosi per un pasto caldo o un luogo dove dormire.
L'allarme viene lanciato a più riprese. Tra i primi l'avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell'Ami, l'Associazione matrimonialisti italiani. "Il 25% degli ospiti delle mense dei poveri sono separati e divorziati. Molti di questi dormono in auto e i più fortunati (circa 500mila) sono tornati ad essere ospiti delle loro famiglie d'origine. È un fenomeno che riguarda per lo più operai, impiegati ed insegnanti. Le separazioni e i divorzi, dati gli obblighi economici e le spese che determinano, trasformano questi lavoratori in veri e propri clochard".
La Caritas l'aveva denunciato da tempo, perchè le proprie strutture l'avevano rivelata come una delle nuove emergenza nella povertà, dettata dalla crisi, ma anche dalla impossibilità di ricostrursi una vita decente. Per la matrimonialista Annamaria Bernardini De Pace spesso sono i padri separati a essere "irresponsabili" e a non aver saputo "organizzarsi la vita". E questo in quache caso sarà pur vero, ma le situazioni di disagio economico e sociale restano comunque una realtà.

SEPARATI IN CASA
"In tutto il Paese si sta sviluppando il fenomeno, assolutamente particolare, dei "separati in casa" - ha precisato l'avvocato Gassani - coniugi che di comune accordo, pur di non affrontare il rischio di spese insostenibili, accettano di vivere sotto lo stesso tetto". Insomma, anche quando la lieta favo­la è finita e il conflitto è aspro: si calcola che una coppia su 5 (il 20% del tota­le) vive in queste condizioni nel nostro Paese. La percen­tuale sale in Lombardia do­ve, secondo i dati forniti dall'associazione "Papà Se­parati Lombardia" Onlus, arriva a toccare ben il 33%, cioè una coppia su 3 e sfiora la soglia del 40% a Milano. Ciò dimostra ampiamente che anche una scelta libera e consapevole quale il diritto di separarsi o divorziare or­mai sta diventando un vero e proprio lusso. Situazione che ha del paradossale: "Nell'analisi non si posso­no tralasciare due distorsio­ni dello stesso fenomeno ­continua Gassani - molte coppie optano per la separa­zione simulata per pagare meno tasse mentre molte al­tre scelgono di condurre una vita da separati in casa per non finire sul lastrico".
Si moltiplicano così le iniziative per aiutare i nuovi poveri. In territori più evoluti e ricchi, come Bolzano, è stato proposto un progetto che prevede la realizzazione di case-albergo su misura per i padri separati. Fino ad oggi questo tipo di appartamenti era destinato solo a immigrati e persone con handicap. A Milano si vuol fare in via Calvino, zona Mac Mahon un centro da 160 posti letto, con camere singole e doppie. Con la mensa, un piccolo giardino e una biblioteca. Non sarà un dormitorio, qualcosa bisognerà pagare:cento-centocinquanta euro al mese. Un affitto sociale per una categoria di nuovi poveri.
Un problema evidenziato anche in realtà più piccole, come Padova. Padri (e madri...) separati chiedono sempre più spesso un alloggio pubblico. In realtà il problema è sempre esistito, ma è stata la crisi economica degli ultimi due anni ad accentuarlo.
L’aspetto più triste è che la povertà dei padri separati ormai non è più una novità. Le famiglie continuano a infrangersi a ritmi molto sostenuti, in particolare nel Nord d’Italia. E la crisi economica non è certo di aiuto.